X-Files torna - alla grande - con ''My Struggle'' al Courmayeur Noir In Festival

X-Files in anteprima a Courmayeur

È da quando è stato annunciato il ritorno di X-Files che ho sempre pensato che avrei visto la nuova stagione a casa, nell’intimità della mia camera, davanti alla tv, magari a luci spente, come mi è accaduto di fare tante volte in passato con i vecchi episodi. Invece il destino si è messo in mezzo, e ho visto “My Struggle” nel cinema di un paesino di montagna ai piedi del monte Bianco, tra amici vecchi e nuovi, italiani ed internazionali.

Scrivo questo articolo mentre sono ancora in viaggio ed è proprio adesso che le emozioni stanno avendo la meglio. Ritrovare Mulder e Scully è stato come riemergere da una lunga, lunghissima nuotata in apnea e respirare ossigeno a pieni polmoni, realizzando di avercela fatta a resistere tutto questo tempo.

È stato come se Mulder e Scully non se ne fossero mai andati veramente. Due minuti sul grande schermo e otto anni di attesa sembrano essere spariti in un battito di ciglia.

In “My Struggle” c’è tutto quello che ha reso X-Files una pietra miliare della tv: c’è la Mitologia, ci sono cospirazioni, cospiratori e informatori, c’è Mulder con le sue battute, ci sono i suoi demoni, c’è Scully, l’eterna scettica, ma aperta a credere, ci sono Mulder e Scully con le loro ferite, i loro inimitabili scambi di battute, i loro litigi, i loro sguardi, c’è ironia nei dialoghi, ci sono effetti speciali, un alto valore produttivo, c’è un finale di episodio che mi ha lasciato esultante sulla sedia… il tutto condito da un ritmo serrato che non fa tirare il fiato neanche un secondo.

Sei episodi saranno dannatamente pochi, l’equivalente di due sorsi d’acqua per un assetato.

“My Struggle” è Chris Carter nella sua massima espressione: un osservatore attento della società moderna che ci invita a riflettere su quello che potrebbe accadere in un futuro prossimo, che forse è già qui anche se noi non lo sappiamo.

“My Struggle” è David Duchovny e Gillian Anderson che riportano sullo schermo i nostri eroi: due personaggi che mi auguro siano di ispirazione ed esempio per le nuove generazioni così come lo sono stati per la mia.

“My Struggle” è l’attesa di vedere cosa succederà dopo. Aspetto con ansia di vedere di nuovo all’opera i fratelli Morgan e Jim Wong, autori degli episodi standalone di questa decima stagione.

Quella con cui ci lascia “My Struggle” è una scommessa vinta e la promessa di quello che sembra essere davvero un viaggio entusiasmante che accompagnerà Mulder e Scully, e noi fan con loro.

X-Files è tornato, ed è tornato nell’unico modo in cui poteva farlo, alla grande, senza vie di mezzo o compromessi, per battersela ad armi pari nella tv moderna, quella stessa tv che ha contribuito a modellare in passato e a cui, forse, da oggi potrà dare un’ulteriore spinta verso il futuro.

Il mondo è decisamente un luogo più interessante in cui vivere se Mulder e Scully sono tra noi.

Bentornati.

Bentornato X-Files.



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